Google non esclude la pubblicità nel suo chatbot Gemini AI, nonostante le ripetute assicurazioni da parte dei dirigenti nell’ultimo anno. In una recente intervista con WIRED, Nick Fox, vicepresidente senior per la conoscenza e l’informazione di Google, ha riconosciuto che la società sta attivamente valutando la possibilità di incorporare la pubblicità in Gemini. Fox ha affermato che le lezioni apprese dalla pubblicità all’interno della modalità di ricerca basata sull’intelligenza artificiale di Google (“Modalità AI”) probabilmente informeranno le future strategie di monetizzazione per l’app Gemini.

Questa ammissione segna un cambiamento nella messaggistica. Solo poche settimane prima, il CEO di Google DeepMind, Demis Hassabis, aveva affermato che la società “non aveva piani” per introdurre la pubblicità in Gemini. Tuttavia, i commenti di Fox chiariscono che la sperimentazione è in corso e che la pubblicità su vasta scala all’interno di Gemini non è fuori discussione.

Perché è importante: Google domina la pubblicità online, guadagnando oltre 400 miliardi di dollari di entrate lo scorso anno. Il ritardo nella monetizzazione di Gemini è stato insolito, dato il modello di business consolidato della società. La mossa per introdurre gli annunci riflette una tendenza più ampia del settore: OpenAI sta già testando gli annunci su ChatGPT e la pressione per generare entrate dagli utenti gratuiti sta aumentando. La forza finanziaria di Google gli dà la flessibilità di sperimentare senza pressioni di monetizzazione immediate, a differenza dei concorrenti che fanno più affidamento sulla pubblicità per sopravvivere.

Imparare dalla ricerca: il percorso verso gli annunci Gemini

Google sta attualmente testando gli annunci in modalità AI, che integra le funzionalità di Gemini nel suo prodotto principale di ricerca. Fox ha sottolineato che la ricerca di Google suggerisce agli utenti di accettare gli annunci nel contesto della Ricerca, e questa accettazione potrebbe estendersi a Gemini. L’esperienza ventennale dell’azienda nella pubblicità digitale le conferisce un vantaggio significativo. Google sa come rendere gli annunci “utili” e pertinenti, un principio chiave che intende applicare alle interfacce basate sull’intelligenza artificiale.

Il lancio di Personal Intelligence, una funzionalità che consente a Gemini di accedere ai dati di Gmail, Foto e Calendario degli utenti, solleva preoccupazioni sulla privacy. Fox ha riconosciuto che gli inserzionisti sarebbero interessati a questi dati, ma ha insistito sul fatto che Google garantirebbe la tutela della privacy degli utenti. Tuttavia, il potenziale di annunci iper-targetizzati basati su informazioni personali rimane un problema significativo.

La risposta del settore: OpenAI, Anthropic e Perplexity

L’industria dell’intelligenza artificiale è divisa sulla questione della pubblicità. OpenAI sta andando avanti con gli annunci in ChatGPT, mentre Anthropic ha adottato un approccio diverso, pubblicando uno spot pubblicitario del Super Bowl contro gli annunci in AI. Perplexity, un altro fornitore di chatbot AI, ha interrotto i suoi esperimenti pubblicitari a causa di problemi di fiducia degli utenti.

Sembra che Google stia adottando un approccio misurato, imparando da questi esperimenti e sfruttando al tempo stesso la propria esperienza pubblicitaria. L’azienda ritiene che, se eseguite correttamente, le pubblicità possano migliorare l’esperienza dell’intelligenza artificiale anziché sminuirla.

Il futuro della pubblicità basata sull’intelligenza artificiale

Google scommette sulla personalizzazione come chiave per una pubblicità AI di successo. Fox ha descritto la personalizzazione come il “Santo Graal” della Ricerca, e il lancio della Personal Intelligence è un passo in quella direzione. L’obiettivo è una perfetta integrazione degli annunci nell’esperienza dell’intelligenza artificiale, rendendo difficile per gli utenti distinguere tra risultati organici e contenuti sponsorizzati.

“Abbiamo oltre 20 anni di esperienza nell’imparare a farlo. Non è tanto una questione di tempistica quanto più una questione di farlo nel modo giusto e in un modo rispettoso degli utenti.” – Nick Fox, Vicepresidente senior per la conoscenza e l’informazione di Google

Conclusione: la conferma di Google che gli annunci pubblicitari stanno arrivando su Gemini segnala una nuova fase nella monetizzazione dell’IA. Sebbene l’azienda insista su un approccio incentrato sull’utente, l’obiettivo finale rimane lo stesso: trasformare l’intelligenza artificiale in una piattaforma pubblicitaria redditizia. La domanda non è se gli annunci appariranno in Gemini, ma quando e come verranno integrati nell’esperienza dell’utente.