La Cina sta vivendo una rapida espansione dell’intelligenza artificiale, guidata da migliaia di aziende, tutte registrate in un registro governativo accessibile al pubblico. Mentre l’Occidente discute di ampie normative sull’IA, la Cina adotta un approccio mirato e iterativo, richiedendo agli sviluppatori di registrare gli strumenti con “proprietà dell’opinione pubblica” e dimostrare l’adesione a 31 categorie di rischio, tra cui evitare la discriminazione e sostenere i “valori socialisti fondamentali”. Questo sistema ha inavvertitamente creato la mappa più dettagliata dello sviluppo dell’IA di qualsiasi nazione.

Il registro: una visione unica

La Cyberspace Administration of China (CAC) impone la registrazione di qualsiasi strumento di intelligenza artificiale con potenziale impatto sociale. I richiedenti presentano la documentazione alle filiali CAC locali, che vengono poi esaminate a livello centrale prima della quotazione pubblica. Ciò contrasta nettamente con quello degli Stati Uniti, che non dispongono di un sistema centralizzato comparabile, e con la legge globale sull’intelligenza artificiale dell’UE, che è ancora in fase di sviluppo.

Gli aggiornamenti del CAC, compilati dai ricercatori di Trivium China, rivelano un panorama diversificato. Dall’intelligenza artificiale che gestisce le famiglie all’ottimizzazione delle reti elettriche statali, il registro copre un ampio spettro di applicazioni.

Cluster regionali e coinvolgimento dello Stato

La maggior parte (80%) delle registrazioni cinesi di intelligenza artificiale generativa si concentrano in hub tecnologici: Pechino, Shenzhen, Shanghai e Hangzhou. Ogni città offre vantaggi unici: Pechino beneficia di risorse accademiche e politiche, Shenzhen delle catene di fornitura di hardware, Shanghai di legami commerciali e Hangzhou di potenze dell’e-commerce come Alibaba.

Tuttavia, l’innovazione si estende oltre questi centri. Chongqing sta emergendo come nodo logistico e manifatturiero dell’intelligenza artificiale, mentre Hefei (“la valle della parola cinese”) ospita aziende leader nel riconoscimento vocale come iFlyTek. Anche regioni meno importanti come Guizhou (“Big Data Valley”) e la Mongolia Interna stanno integrando l’intelligenza artificiale in settori come l’estrazione mineraria e l’agricoltura.

Le entità legate allo Stato rappresentano il 22% delle dichiarazioni, con partnership comuni tra imprese statali e Big Tech. PetroChina, ad esempio, collabora con Huawei e iFlyTek su applicazioni per petrolio e gas, mentre State Grid utilizza DeepSeek per l’ottimizzazione della rete elettrica. Le aziende straniere rappresentano solo lo 0,5% delle registrazioni, con Ikea e Yum China (KFC) tra i pochi partecipanti.

Concorrenza e consolidamento

La concorrenza cinese nell’intelligenza artificiale è intensa, a differenza del mercato statunitense dominato da OpenAI, Anthropic e Google. Oltre la metà degli elenchi si concentra su tecnologie intersettoriali, dai modelli fondamentali agli strumenti multimediali. Ciò riflette il desiderio di evitare la dipendenza dai concorrenti.

Tuttavia, il mercato si sta consolidando. Sei attori principali – Moonshot, Minimax, Zhipu, Baichuan, 0.1AI e Stepfun – sono tutti supportati da Alibaba o Tencent. Doubao di ByteDance ha superato DeepSeek in popolarità, anche se il suo dominio rimane incerto.

Innovatori di nicchia: applicazioni nel mondo reale

Oltre ai giganti che fanno notizia, le startup stanno rapidamente implementando l’intelligenza artificiale in campi specializzati.

  • Squirrel AI: Partendo dal tutoraggio vietato, Squirrel AI ora concede in licenza piattaforme di apprendimento basate sull’intelligenza artificiale agli affiliati, servendo 1,2 milioni di studenti. Il suo fondatore prevede un futuro in cui gli insegnanti agiscano come “analisti di dati” piuttosto che come fornitori di conoscenza.
  • AI Kanshe: questa startup analizza la salute attraverso immagini di lingue, palmi e volti, combinando la medicina tradizionale cinese con la visione artificiale. Serve sia i consumatori che i professionisti medici.
  • Tecnologia cloud Zhongtan Puhui: Un ex trader quantitativo di Wall Street ha fondato questa azienda per automatizzare la contabilità del carbonio per settori come China Minmetals Group e DHL, riducendo i tempi di audit del 90%.
  • UBtech: Ispirandosi all’Asimo della Honda, UBtech produce robot per fabbriche, scuole, sanità e case. La sua serie Walker S è utilizzata da case automobilistiche come BYD e Zeekr.
  • XVerse: Fondata da un ex vicepresidente di Tencent, XVerse crea mondi virtuali coinvolgenti basati sull’intelligenza artificiale, lanciando l’app Saylo con 20 milioni di utenti e trasformando le conversazioni via chat in storie guidate dall’intelligenza artificiale.

In conclusione, il boom dell’intelligenza artificiale in Cina non è solo massiccio ma anche straordinariamente trasparente, grazie al sistema di registrazione del governo. Questo ecosistema, guidato da attori sia statali che privati, sta rapidamente rimodellando i settori, dall’istruzione alla sanità, alla produzione, sollevando interrogativi sulla privacy dei dati, sulla supervisione etica e sul controllo strategico a lungo termine.