Il settore del venture capital (VC), storicamente dipendente dall’intuizione umana e dall’abilità nel concludere accordi, si trova ad affrontare un potenziale cambiamento di paradigma. L’intelligenza artificiale (AI) non è più solo un settore finanziato dai VC: sta diventando un concorrente, in grado di automatizzare i principali processi di investimento e persino di mettere in discussione la necessità dei tradizionali finanziamenti VC.
L’ascesa degli investimenti guidati dall’intelligenza artificiale
Alla fine del 2025 è emersa una nuova piattaforma chiamata ADIN (Autonomous Deal Investing Network). ADIN utilizza agenti AI con personalità di investimento distinte, dal Tech Oracle al Monopoly Maker, per analizzare le startup con una velocità e una precisione che gli analisti umani non possono eguagliare. Questo sistema è in grado di valutare una presentazione, identificare i rischi, stimare le dimensioni del mercato e suggerire una valutazione entro un’ora, rispetto ai giorni o alle settimane richiesti dalle tradizionali società di VC.
ADIN non è teorico; ha già eseguito investimenti nella fase iniziale, con agenti di intelligenza artificiale che prendono decisioni insieme (o addirittura al posto dei) partner umani. Ciò evidenzia una tendenza in crescita: L’intelligenza artificiale non si limita ad assistere le aziende di venture capital, ma potenzialmente sostituisce le funzioni chiave al loro interno. L’attuale tasso di successo del capitale di rischio è basso (circa l’1% degli investimenti produce rendimenti 10 volte superiori e il 75% non riesce a recuperare i costi), suggerendo che metodi quantitativi come quelli utilizzati da ADIN potrebbero migliorare i risultati.
Il dibattito esistenziale nel settore del capitale di rischio
Nonostante gli investimenti aggressivi nell’intelligenza artificiale, molti VC sottovalutano la minaccia al proprio ruolo. Marc Andreessen, cofondatore di Andreessen Horowitz, sostiene che il capitale di rischio è un’”arte” che si basa su fattori intangibili. Tuttavia, le crescenti capacità dell’intelligenza artificiale mettono in discussione questa nozione. Mentre la cura umana e il flusso di affari basato sulla rete rimangono fondamentali per ora, l’intelligenza artificiale sta già automatizzando la diligenza, valutando le proposte dei fondatori (risparmiando ore al giorno) e persino redigendo promemoria di investimento.
La domanda chiave è se l’intelligenza artificiale possa replicare gli elementi “gusto” e “colpo di fortuna” di un investimento di successo. Alcuni VC, come Keval Desai di Shakti, credono che gli investimenti nella fase iniziale richiedano ancora l’identificazione del potenziale prima che i dati esistano, un po’ come “scegliere Michael Jordan all’asilo”. Tuttavia, altri stanno già sperimentando strumenti di intelligenza artificiale per valutare i fondatori, migliorare l’approvvigionamento degli affari e rimanere competitivi.
Un panorama in evoluzione: la necessità di VC potrebbe ridursi
La minaccia più significativa non è solo l’acquisizione da parte dell’IA del lavoro degli analisti; è la possibilità che le startup necessitino di meno finanziamenti VC. I progressi nello sviluppo di software basato sull’intelligenza artificiale consentono alle aziende di raggiungere una notevole velocità di produzione con team più piccoli e costi inferiori. Ciò potrebbe sconvolgere il tradizionale modello di capitale di rischio, che si basa su ingenti assegni per alimentare una rapida crescita.
Storicamente, gli unicorni del software hanno raccolto in media 370 milioni di dollari. Ora, aziende come Midjourney, il generatore di immagini AI, hanno raggiunto lo status di unicorno con un team snello e finanziamenti esterni minimi. Questa tendenza suggerisce che molte startup potrebbero non aver più bisogno dei mega round che definiscono l’attuale panorama del VC.
Il futuro del capitale di rischio
L’industria del capitale di rischio potrebbe essere costretta ad adattarsi, diventando più snella e specializzata, concentrandosi su settori come la robotica o la biotecnologia in cui un capitale sostanziale rimane essenziale. L’era dei finanziamenti facili per le startup di software sta tramontando. La vera paura per i VC non è quella di essere sostituiti dall’intelligenza artificiale, ma di diventare irrilevante man mano che diminuisce la necessità dei loro finanziamenti.
L’esito a lungo termine è incerto, ma il cambiamento è chiaro: l’intelligenza artificiale sta rimodellando il capitale di rischio, costringendo il settore a confrontarsi con la propria proposta di valore in un mondo in cui le startup richiedono sempre meno capitale esterno per prosperare.






















