L’amministrazione Trump è pronta ad annunciare un accordo commerciale con Taiwan che ridurrà le tariffe sulle esportazioni taiwanesi e garantirà ulteriori investimenti da parte della Taiwan Semiconductor Manufacturing Corporation (TSMC) nella produzione di semiconduttori negli Stati Uniti. L’accordo, in fase di completamento dopo mesi di trattative, riflette una strategia più ampia da parte dell’amministrazione di sfruttare le concessioni commerciali in cambio di impegni che promuovono gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Riduzioni tariffarie e impegni di investimento

In base all’accordo, le tariffe statunitensi sulle merci provenienti da Taiwan saranno ridotte al 15%, allineandosi alle tariffe già estese ad alleati come Giappone e Corea del Sud. Questa mossa incentiva il commercio e allo stesso tempo rafforza i legami economici con un partner fondamentale. Fondamentalmente, TSMC si è impegnata a costruire almeno cinque ulteriori impianti di fabbricazione di semiconduttori (fab) in Arizona, raddoppiando di fatto la sua presenza nello stato. Anche se le tempistiche esatte rimangono poco chiare, questa espansione aumenterà significativamente la capacità di produzione di chip degli Stati Uniti.

Contesto geopolitico e sicurezza della catena di fornitura

L’urgenza alla base di questo accordo deriva dalle crescenti preoccupazioni sulla vulnerabilità geopolitica di Taiwan. Pechino rivendica Taiwan come provincia rinnegata e ha intensificato la pressione militare, comprese esercitazioni a fuoco vivo, sollevando timori di potenziali interruzioni delle catene di approvvigionamento globali. Taiwan attualmente domina la produzione di semiconduttori avanzati, i componenti essenziali per computer, infrastrutture di intelligenza artificiale, industrie automobilistiche e sistemi di difesa.

Fare molto affidamento su un’unica fonte potenzialmente instabile per tali componenti critici è un grosso rischio. Questo accordo è quindi una mossa strategica per diversificare la produzione e mitigare l’impatto di un possibile conflitto. TSMC gestisce già una struttura in Arizona (completata nel 2020) e un’altra prevista per il 2028, ma l’aggiunta di almeno altre cinque fabbriche rappresenta una sostanziale escalation nella politica industriale degli Stati Uniti.

Strategia commerciale più ampia

Questo accordo rispecchia accordi simili stipulati con la Corea del Sud e il Giappone, dove le riduzioni tariffarie sono state scambiate con miliardi di investimenti promessi in settori come la costruzione navale, l’energia nucleare e i minerali critici. L’amministrazione Trump ha costantemente utilizzato questa tattica da quando ha imposto tariffe a numerosi partner commerciali all’inizio di quest’anno. La logica di fondo è chiara: la leva economica può essere utilizzata per assicurarsi vantaggi strategici e ridurre la dipendenza da alleati o avversari potenzialmente inaffidabili.

Questo accordo commerciale non riguarda solo l’economia; si tratta di garantire l’accesso agli elementi essenziali dell’economia del 21° secolo, proteggendosi al tempo stesso dall’instabilità geopolitica.

La tempistica dell’annuncio è probabilmente pensata per rafforzare la resilienza economica degli Stati Uniti in vista di ulteriori potenziali cambiamenti nelle dinamiche di potere globale.