Una profonda spaccatura ideologica si sta aprendo all’interno del movimento MAGA. Un tempo definito dalla convinzione che Donald Trump fosse un leader nominato da Dio, una fazione crescente di suoi più ardenti sostenitori religiosi lo sta ora accusando di qualcosa di molto più oscuro: essere l’Anticristo.
Questo passaggio dalla devozione religiosa alla condanna teologica segna una svolta significativa nel rapporto tra l’ex presidente e gli elettori cristiani che da tempo rappresentano una pietra miliare della sua forza politica.
Il catalizzatore: immagini dell’intelligenza artificiale e “blasfemia”
L’attuale crisi è stata innescata da una controversa immagine generata dall’intelligenza artificiale pubblicata da Trump su Truth Social. L’immagine raffigurava Trump con una veste bianca e una fascia rossa, mentre posava una mano che irradiava luce dorata su un paziente in un letto d’ospedale: una composizione visiva che rispecchia da vicino l’iconografia tradizionale di Gesù Cristo.
Anche se Trump in seguito ha cancellato il post e ha affermato che intendeva semplicemente presentarsi come un “dottore che migliora le persone”, la reazione del suo stesso campo è stata rapida e severa:
- Personaggi politici: La deputata Marjorie Taylor Greene ha etichettato le immagini come uno “spirito dell’Anticristo”.
- Influencer dei media: Il conduttore del podcast Clint Russell ha ammesso che il suo punto di vista è passato da un sostegno esitante alla convinzione che ci sia una “discreta possibilità” che Trump sia l’Anticristo.
- Leader religiosi: Il pastore del Texas Joel Webbon ha affermato che Trump è “posseduto da un demone” e l’Ordine dei Cavalieri Templari ha emesso una condanna formale, chiedendo scuse pubbliche.
Un modello di attrito religioso
Questo non è un episodio isolato di tensione religiosa. L’attrito sembra essere il risultato di un modello crescente in cui la retorica e le azioni di Trump si scontrano con i tradizionali valori cristiani e cattolici:
- Conflitto con il Vaticano: Trump è stato recentemente apertamente critico nei confronti di Papa Leone XIV, definendolo “debole riguardo alla criminalità” e criticando la sua posizione sulla politica estera, in particolare riguardo all’Iran.
- Retorica aggressiva: La domenica di Pasqua, Trump ha usato un linguaggio aggressivo nei confronti dell’Iran, comprese minacce di distruzione e un provocatorio “Lode ad Allah”, che molti osservatori hanno visto come un affronto diretto alla sua base cristiana.
- Tensione diplomatica: le notizie di un incontro ad alto rischio tra funzionari statunitensi e l’ambasciatore del Vaticano, in cui gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni sul Papa affinché si allineasse con le ambizioni militari americane, hanno ulteriormente teso le relazioni con la Chiesa cattolica.
Perché è importante: la posta in gioco politica
Il passaggio dal vedere Trump come uno “strumento divino” a una “figura demoniaca” è più di un dibattito teologico; è una crisi politica.
Per anni, il movimento MAGA ha fatto affidamento sul fervore religioso per mobilitare gli elettori. Tuttavia, adottando lui stesso un immaginario messianico, Trump ha inavvertitamente fornito ai suoi critici gli strumenti per rivolgere quello stesso fervore contro di lui. Come osserva Robert Jones del Public Religion Research Institute, Trump ha “preparato il terreno” per queste accuse descrivendo spesso se stesso in termini quasi divini.
Il rischio principale risiede nel voto cattolico. Storicamente, i cattolici bianchi sono stati un affidabile pilastro di sostegno per Trump, votando spesso per lui con percentuali di circa il 60%.
“Se alienasse gli elettori cattolici, molti dei quali sono suoi sostenitori, ciò potrebbe essere molto dannoso”, avverte Jones.
Conclusione
L’emergere della retorica dell’“Anticristo” tra i sostenitori del MAGA segnala un crollo del consenso religioso che un tempo unificava la base di Trump. Mentre il movimento è alle prese con queste accuse teologiche, lo scisma che ne risulta minaccia di minare proprio la coalizione religiosa che è stata essenziale per la sua sopravvivenza politica.























